{"id":456,"date":"2013-11-12T11:00:29","date_gmt":"2013-11-12T10:00:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.lapiazzadelleidee.comune.mirano.ve.it\/?p=456"},"modified":"2013-11-12T12:37:55","modified_gmt":"2013-11-12T11:37:55","slug":"riflessioni-e-proposte-per-uneconomia-della-decrescita-felice","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lapiazzadelleidee.comune.mirano.ve.it\/?p=456","title":{"rendered":"Riflessioni e proposte per un&#8217;economia della decrescita felice"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Pubblichiamo alcuni spunti tratti dal Movimento per la Descrescita Felice del Veneziano, molto attivo nel sostenere un&#8217;idea di futuro che porti in altre direzioni, rispetto alle attuali. Riteniamo che molti concetti espressi siano perfetatmente adattabili ad ognuno di noi e alla realt\u00e0 nella quale viviamo. E magari ci possono indirizzare nelle nostre scelte quotidiane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Segreteria Tecnica de &#8220;La Piazza delle idee&#8221;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Sabato 21 e domenica 22 settembre, a Padova si \u00e8 svolto il direttivo MDF (Movimento per la Decrescita Felice) nazionale e all\u2019incontro erano presenti i circoli MDF del Veneto. Tra le diverse iniziative prese dal direttivo, segnaliamo l\u2019evento che si \u00e8 svolto sabato sera 21 settembre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In quella data \u00e8 stato organizzato un incontro pubblico dal titolo: <strong>\u201cl\u2019insostenibile pesantezza della crescita\u201d<\/strong>\u00a0a cui hanno preso parte Maurizio Pallante e Don Albino Bizzotto che \u00e8 in protesta, sotto forma di digiuno, contro le grandi opere previste nel Veneto e contro lo spreco del territorio.<\/p>\n<p align=\"justify\">Dai temi trattati in quella serata sono emerse diversi spunti di riflessione che MDF fa suoi ancora con maggiore convinzione e che riportiamo di seguito invitando tutti i circoli e i simpatizzanti ad approfondirne attivamente le tematiche e le soluzioni.<\/p>\n<p align=\"justify\">Resta di primaria importanza la necessit\u00e0 urgente di opporsi alle grandi lobby del cemento ed imprenditoriali, che avendo a disposizione grandi capitali, con il favore dei partiti tradizionali, riescono ad imporre le loro scelte di consumo del territorio.<\/p>\n<p align=\"justify\">Inoltre le scelte di politica economica che mettono al centro le grandi opere, trovano chiaramente in capitali privati la possibilit\u00e0 di forte finanziamento. Da questo connubio ne traggono vantaggio soprattutto i privati, che solo in questo modo possono trovare opportunit\u00e0 di investimenti redditizi. Questi infatti da ogni grande opera ne traggono un lauto guadagno c a discapito della collettivit\u00e0 pubblica che invece si accoller\u00e0 per i prossimi decenni a seguire l\u2019indebitamento nazionale. Tutto questo crea precariet\u00e0 soprattutto per le generazioni future.<\/p>\n<p align=\"justify\">Un secondo motivo per opporsi alle grandi opere inutili \u00e8 la sempre pi\u00f9 presa di coscienza dell\u2019opinione pubblica. Quest\u2019ultima infatti non vede di buon occhio la realizzazione di grandi, dispendiose e spesso inutili opere. Si calcola infatti che la TAV Torino-Lione, secondo il governo italiano coster\u00e0 8,2 miliardi di euro e occuper\u00e0 circa 6.000 persone (0,73 posti di lavoro ogni milione di euro investito), mentre il settore delle rinnovabili, secondo uno studio riportato sul Sole 24 ore occupa 4 posti per ogni milione di euro investito e l\u2019efficienza energetica 13.<\/p>\n<p align=\"justify\">Nonostante la grande richiesta di posti lavoro e la crisi economica si continua con la politica delle grandi opere e pur consapevli del malcontento dei cittadini, i governi impongono le loro politiche usando anche la forza, come avviene con i NO-TAV pacifici in Val di Susa.<\/p>\n<p align=\"justify\">Un\u2019ulteriore riflessione scaturita dalla serata \u00e8 la proposta di creare un blocco sociale composto da piccoli e medi imprenditori, artigiani e professionisti consapevoli, da consumatori consapevoli e da amministratori consapevoli. Questo blocco che far\u00e0 da massa critica, con il consenso elettorale di sane forse politiche, deve modificare la politica economica dell\u2019Italia per arrivare ad una decrescita selettiva delle merci inutili e dannose perch\u00e8 non servono e distruggono durante il loro ciclo produttivo il patrimonio ambientale esistente e formano rifiuti.<\/p>\n<p align=\"justify\">Uno dei punti di forza di questa nuova economia sar\u00e0 spostare gli investimenti dalle grandi opere (costo e elevato, nessun controllo dei cittadini, grande consumo di risorse ambientale e pochi posti di lavoro quasi sempre sottopagati) alle opere di manutenzione del territorio e di efficienza energetica ( lavori con costo inferiori, distribuiti sul territorio, eseguiti da residente nel territorio, controllati dai cittadini, con grande bisogno di manodopera del luogo e che aumentano il patrimonio ambientale)<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>Ma in pratica come invertire la rotta?<\/strong><strong>\u00a0<\/strong>puntando ad incidere \u2013 da subito \u2013 su questi tre gruppi sociali imprescindibili:<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>1- Piccoli e medi imprenditori, artigiani e professionisti consapevoli<\/strong><strong>.<\/strong> Sono il 90% delle imprese italiane presenti nel territorio e non riescono pi\u00f9 ad avere commesse e dunque a lavorare. La politica economica di MDF prevede la creazione di tanti cantieri e commissioni per le opere di manutenzione ed efficienza distribuite in tutto il territorio, progettate ed eseguite da queste aziende consapevoli che assieme al bilancio economico devono presentare anche il bilancio naturale (le risorse usate per produrre devono essere uguali alle risorse prodotte dalla merce o dalla prestazione ottenuta).<\/p>\n<p align=\"justify\">Un esempio di tale prospettiva: la ristrutturazione di una abitazione che prevede almeno una decina di imprese di artigiani e 5-6 studi professionali, viene seguita prevedendo che il suo funzionamento avvenga senza consumare ancora petrolio o gas (risorsa non rinnovabile) attraverso l\u2019energia prodotta dal sole (risorsa rinnovabile). In questo caso si rende evidente l\u2019importanza della tecnologia avanzata nel progetto di MDF .<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>2- Consumatori consapevoli<\/strong>. Tutti i Cittadini dovranno assumere nuovi stili di vita a cominciare dal consumare merce utile prodotta da aziende e professionisti che producono con un bilancio ambientale almeno in pareggio. E\u2019 fondamentale che il consumatore si rivolga a queste aziende e professionisti consapevoli.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>3- Amministratore consapevole. <\/strong>\u00a0L\u2019amministratore consapevole \u00e8 il cittadino eletto che approva delibere nelle varie sedi amministrative (Comune, Provincia, Regione, Stato, ecc) che tendono alla diffusione della decrescita selettiva. E\u2019 necessario creare ed inserire amministratori che votino contro le grandi opere e che deliberino per la progettazione e l\u2019esecuzione di opere per la manutenzione del territorio e la sua efficienza.<\/p>\n<p align=\"justify\">L\u2019unione fra queste tre elementi consapevoli, praticabile gi\u00e0 da subito, porta ad una nuova economia, quella della decrescita felice.<\/p>\n<p align=\"justify\">\u00a0<\/p>\n<h3>Meno auto: tutti pi\u00f9 veloci.<\/h3>\n<p><a href=\"http:\/\/decrescitafelice.it\/2013\/10\/meno-auto-tutti-piu-veloci\/#\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"http:\/\/decrescitafelice.it\/wp-content\/themes\/maverick\/js\/timthumb.php?src=http:\/\/decrescitafelice.it\/wp-content\/uploads\/jungo1.jpg&amp;h=250px&amp;w=600amp;zc=1\" \/><\/a>\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Noi dichiariamo finita la cultura dell\u2019 \u201cauto-a-tutti-i-costi\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019intelligenza si ribella all\u2019idea di bruciare quello che resta del petrolio, per stare fermi dentro a un fiume di auto ferme. Non ci stiamo a considerare il nostro prossimo come un \u201costacolo stradale\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019auto non definisce pi\u00f9 uno \u201cstatus\u201d, risponde a un semplice bisogno di mobilit\u00e0 personale. Ma la mobilit\u00e0 complessiva \u00e8 lenta a causa del sovrannumero di auto vuote.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non siamo pi\u00f9 interessati alla cultura della quantit\u00e0, della fretta, dell\u2019insoddisfazione permanente. Siamo per una cultura della \u201cqualit\u00e0\u201d: virt\u00f9 dei gesti quotidiani, vivibilit\u00e0 dei luoghi, sostenibilit\u00e0 del viaggiare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Aspiriamo a citt\u00e0 in cui il centro ideale sia la piazza, non uno spartitraffico. I \u201cluoghi significanti\u201d contengono sempre un\u2019<em>anima<\/em>\u00a0: mai un parcheggio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La velocit\u00e0 \u00e8 un valore, ma oggi viene dopo il rispetto, la sicurezza, l\u2019educazione, il desiderio di bellezza. Non c\u2019\u00e8 bellezza nello sfrecciare senza nulla vedere, mentre c\u2019\u00e8 molta ricchezza nel camminare e nell\u2019indugiare stupito. Il sovrannumero di auto \u00e8 come il colesterolo in eccesso: un di pi\u00f9 inutile e dannoso. Pi\u00f9 auto, pi\u00f9 congestione, pi\u00f9 lentezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non ha senso percorrere 500 km in tre ore, per poi rimanere fermi tre ore per fare gli ultimi 5 km. Neppure ha senso osannare la velocit\u00e0 dell\u2019auto, quando una bicicletta, in citt\u00e0, va pi\u00f9 forte. La bicicletta \u00e8 metafora di una nuova qualit\u00e0 della vita: chi pedala non si arrabbia, non inquina; chi pedala di propria forza, riempie e guadagna il suo tempo, perch\u00e9 mentre si sposta tonifica il corpo e riduce la quota della palestra.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non ha pi\u00f9 senso il \u201ctour automobilistico\u201d: chi viaggia non desidera vedere illusoriamente il mondo da un finestrino, vuole calcarlo a piedi battenti.\u00a0 La pubblicit\u00e0 per la vendita di auto, con la sua perfezione formale e con il suo spreco di intelligenze, rende manifesta la disperazione dei fabbricanti e insieme l\u2019abilit\u00e0 di chi, per obbligo contrattuale, deve sostenere la desiderabilit\u00e0 forzata dell\u2019oggetto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si compra un\u2019automobile per acquistare velocit\u00e0 individuale, e l\u2019effetto paradossale \u00e8 quello di un rallentamento collettivo: un esempio di come la \u201crazionalit\u00e0 individuale\u201d, trasposta sui grandi numeri, pu\u00f2 divenire \u201cirrazionalit\u00e0 collettiva\u201d. Non ha pi\u00f9 senso progettare nuove circonvallazioni, nuovi parcheggi, nuove corsie e tunnel, per la semplice ragione che fra pochi anni il trasporto pubblico e privato sar\u00e0 molto pi\u00f9 \u2018aggregato\u2019, e siccome un minor numero di mezzi in movimento riduce l\u2019effetto \u201conde di traffico\u201d e le occasioni di inciampo della circolazione, i pochi momenti di \u201cpiena\u201d automobilistica, oggi problematici, saranno facilmente controllabili con le dotazioni esistenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019uso solitario dell\u2019automobile ingobbisce la schiena e immiserisce lo spirito, mentre aprire la portiera ad estranei \u00e8 un atto che fa sussultare il cuore, e ringiovanisce, e apre alla \u201cserendipit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Toglieremo i dormitori per le auto, e \u201cle piazze della citt\u00e0 formicoleranno di fanciulli e di fanciulle, che giocheranno sulle sue piazze, e i vecchi e le vecchie siederanno ancora nelle piazze, ognuno con il suo bastone in mano per la loro longevit\u00e0\u201d (AT \u2013 Zaccaria 8, 1-8). Lo sguardo allora spazier\u00e0 da soglia a soglia, e torneranno i pavoni sui culmini delle fontane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da subito vogliamo ridurre la nostra responsabilit\u00e0 di essere complici della de-forestazione causata dalla coltivazione di bio-carburanti sostitutivi dei carburanti fossili, e affermiamo che la \u201cvia breve\u201d per togliere questo \u201cassurdo razionale\u201d, il sovrannumero di auto, \u00e8 di imparare a sfruttare i sedili vuoti: carpooling, car-sharing, e jungo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non lasceremo nulla di intentato per ridurre la nostra dipendenza dal petrolio, per ridare spazio, aria e bellezza alle nostre citt\u00e0, e per fare ci\u00f2 ci impegnamo a convertire sempre di pi\u00f9 la mobilit\u00e0 solitaria in mobilit\u00e0 aggregativa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ass.Jungo<\/p>\n<p align=\"justify\">\u00a0<\/p>\n<h3>La Gratitudine<\/h3>\n<div><a href=\"http:\/\/decrescitafelice.it\/2013\/10\/la-gratitudine\/#\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"http:\/\/decrescitafelice.it\/wp-content\/themes\/maverick\/js\/timthumb.php?src=http:\/\/decrescitafelice.it\/wp-content\/uploads\/gratitudine2.jpg&amp;h=250px&amp;w=600amp;zc=1\" \/><\/a><\/div>\n<p><!--\nVota questo articolo su TzeTze:  -->\u00a0Quando si sente parlare di decrescita felice si pensa sempre ad un concetto di economia. Questo in parte \u00e8 vero perch\u00e9 la critica alla societ\u00e0 dei consumi scriteriata non pu\u00f2 che partire dalla messa in discussione del PIL. Tuttavia questo non \u00e8 che un inizio, un passaggio quasi obbligato ma che non obbliga e non restringe la riflessione.<\/p>\n<p align=\"justify\">Anzi, partendo proprio da questa messa in discussione del modello fallimentare di sviluppo, si aprono immense praterie per rivedere l\u2019umano, la sua collocazione e tutto ci\u00f2 che ne consegue. Detto in altri termini mettere in discussione questo modello occidentale di sviluppo significa ripensare il nostro modo di stare nel mondo, scoprire cose nuove, ritrovare antiche saggezze, mescolarle e dare spazio alla creativit\u00e0.<\/p>\n<p align=\"justify\">Uno degli aspetti pi\u00f9 tristi che si possono verificare in questi tempi di barbarie avanzata e presente, \u00e8 la mancanza di umanit\u00e0 sotto molteplici punti di vista. Gli uomini e le donne ogni giorno corrono il serio rischio di alienarsi e soprattutto di disumanizzarsi venendo meno al loro compito primario per cui sono nati: essere dei capolavori di umanit\u00e0.<\/p>\n<p align=\"justify\">L\u2019uomo \u00e8 tale ed \u00e8 pienamente felice solo quando \u00e8 pienamente uomo, pienamente umanizzato. Cammino lungo, che impiega probabilmente tutta una vita, ma cammino necessario se vogliamo assaggiare distillati di gioia e se vogliamo seriamente rendere i posti in cui viviamo belli.<\/p>\n<p align=\"justify\">Di mancanza di umanit\u00e0 ne abbiamo esempi quotidiani, e dove manca questa, immancabilmente avanza la bruttezza sotto ogni punto di vista. Tuttavia l\u2019importante \u00e8 educare ex-ducere, tirar fuori il meglio e il bello che \u00e8 in ogni essere umano.<\/p>\n<p align=\"justify\">Uno dei punti principali a mio parere per tirare fuori il bello dalle persone e delle persone \u00e8 l\u2019imparare a ringraziare. Pu\u00f2 sembrare banale ma se ci fermiamo un attimo a riflettere, possiamo notare che oggi non sempre e non tutti conoscono questa sottile e nobile arte. Non parlo certamente dei \u201cgrazie\u201d dati e detti per formalit\u00e0 (anche quelli sono importanti e non scontati di questi tempi), ma parlo di quella capacit\u00e0 interiore di saper riconoscere il Bene ricevuto e di saperne essere riconoscenti.<\/p>\n<p align=\"justify\">Troppo spesso noto che \u201ctutto ci \u00e8 dovuto\u201d, che il piatto sulla tavola, i regali, la giusta accoglienza, il lavoro ben svolto, la casa pulita, i panni stirati, le cose autoprodotte, le vacanze, i viaggi, i giochi per figli, i libri, il necessario per la scuola, etc etc siano qualcosa di scontato e di dovuto, quasi come un contorno obbligatorio.<\/p>\n<p align=\"justify\">Eppure cos\u00ec non \u00e8 e non deve essere. E questo per almeno due motivi. Il primo. Dietro ogni azione c\u2019\u00e8 (quasi) sempre l\u2019amore di chi lo ha fatto. Faccio un esempio \u201cbanale\u201d ma non superficiale: quando rientriamo a casa dopo una giornata dura di lavoro e troviamo il piatto pronto, noi dobbiamo sapere che dietro quel piatto c\u2019\u00e8 stato l\u2019amore di chi lo ha preparato. C\u2019\u00e8 stato il voler trovare gli ingredienti giusti, il prepararlo nel modo pi\u00f9 sano possibile, il farlo trovare caldo e al momento giusto (chi torna da lavoro spesso \u00e8 burbero perch\u00e9 affamato e a tavola possono consumarsi le pi\u00f9 brutte litigate per cose banalissime), lo ha preparato magari anche se stanca o stanco della sua giornata di lavoro. Insomma dietro quel piatto c\u2019\u00e8 un \u201cti voglio bene\u201d, voglio che tu stia bene. Questo se ci pensiamo un momento \u00e8 meraviglioso. E lo stesso vale per i vestiti lavati e stirati, per il cibo o gli utensili autoprodotti e quant\u2019altro. Ed \u00e8 giusto che chi prepara tutto questo si senta almeno dire un \u201cgrazie, \u00e8 molto buono, bello quello che hai fatto e che fai\u201d.<\/p>\n<p align=\"justify\">Ma mi domando e chiedo a chi legge: siamo ancora capaci di cogliere questo? Siamo ancora capaci di dire grazie? Siamo ancora capaci di riconoscere il bene e il bello?<\/p>\n<p align=\"justify\">E qui veniamo al secondo punto. Chi non \u00e8 capace di gratitudine non \u00e8 capace di cogliere il bene e il bello. In altre parole non \u00e8 capace di meravigliarsi di stupirsi. E questo, mi si permetta \u00e8 molto grave.<\/p>\n<p align=\"justify\">Un mondo, una persona che non sa stupirsi, non sa meravigliarsi, non riesce a cogliere il bello e il buono che gli viene fatto, cosa pu\u00f2 cogliere della vita? Cosa pu\u00f2 costruire nella vita? e se non nasce la gratitudine per qualcosa che riceviamo come possiamopretendere che nasca per qualcosa che non ci appartiene direttamente ma di cui siamo lo stesso custodi, quali la Natura, il mondo e l\u2019ambiente in cui viviamo?<\/p>\n<p align=\"justify\">A me, lo confesso, stupiscono sempre quei bambini che non sanno pi\u00f9 stupirsi a Natale. O che non si stupiscono pi\u00f9 davanti ad un pacco regalo. Ne hanno talmente tanti che per loro \u00e8 normale e doveroso. Attenzione qui non stiamo facendo del facile moralismo bigotto. Lungi da me. Ma sto cercando di dire che stiamo smarrendo al grammatica di base dell\u2019essere umano che si trasmette solamente negli ambienti familiari, di qualsiasi tipo di famiglia.<\/p>\n<p align=\"justify\">Stupirsi, meravigliarsi, riconoscere il bene ricevuto ed esserne riconoscenti sono cose basilari che innescano, quando sono sinceri, dosi di vita nelle relazioni umane. Dire \u201cGrazie\u201d e anche saperlo ricevere, rendono la vita pi\u00f9 bella, perch\u00e9 affinano i sensi, rendono gli occhi pi\u00f9 profondi, fanno crescere lo spirito umano, lo rendono adulto, maturo e forte. Danno una possibilit\u00e0 a questa umanit\u00e0 sempre pi\u00f9 invasa da barbarie. La gratitudine ha un grande potere, rende pi\u00f9 umani e pi\u00f9 belli, e ne abbiamo un disperato bisogno.<\/p>\n<p align=\"justify\">Alessandro Lauro<\/p>\n<p align=\"justify\">\u00a0<\/p>\n<h3>Dopo Lampedusa<\/h3>\n<div><a href=\"http:\/\/decrescitafelice.it\/2013\/10\/dopo-lampedusa\/#\"><img decoding=\"async\" alt=\"\" src=\"http:\/\/decrescitafelice.it\/wp-content\/themes\/maverick\/js\/timthumb.php?src=http:\/\/decrescitafelice.it\/wp-content\/uploads\/barcone.jpg&amp;h=250px&amp;w=600amp;zc=1\" \/><\/a><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"justify\"><!--\nVota questo articolo su TzeTze:  --><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo l\u2019ennesima strage avvenuta al largo di Lampedusa, non si trovano pi\u00f9 le parole. Occorre fare silenzio e ascoltare la propria coscienza. Ma poi ci sono tante cose che possiamo fare: smetterla di lamentarci, ringraziare per la nostra buona sorte e poi rimboccarci le maniche, dare una mano al prossimo, non cacciare in malo modo chi bussa alla nostra porta o chiede il nostro aiuto ma dare sempre qualcosa, anche poco, ma qualcosa, almeno un sorriso. Insegnare ai nostri figli a fare quello che \u00e8 giusto, non quello che conviene. Vivere pi\u00f9 semplicemente, desiderare di meno, amare di pi\u00f9. E poi sostenere il commercio equo-solidale, mettere i nostri soldi nella Banca Etica e non nelle banche che commerciano in armi che causano le guerre da cui fuggono i migranti per cui poi ci commuoviamo quando accadono queste tragedie. Far conoscere e praticare la decrescita felice. Essere noi il cambiamento, come diceva Gandhi: \u201cSii tu il cambiamento che vuoi vedere nel mondo\u201d. E pretendere dai politici meno lacrime di circostanza, o di coccodrillo, e pi\u00f9 azioni concrete contro le guerre e la povert\u00e0 nel mondo. Perch\u00e8 \u00e8 una vergogna, come dice Papa Francesco, e perch\u00e9 non \u00e8 pi\u00f9 tollerabile \u201cun mondo diviso in due stanze: in una si spreca, nell\u2019altra si crepa\u201d (Benedetto XVI). Sembra sia gi\u00e0 passato un secolo dai tempi del Giubileo del 2000 o di Genova 2001, quando si gridava a gran voce nelle piazze che \u201cun altro mondo \u00e8 possibile\u201d, poi ha vinto la \u201cglobalizzazione dell\u2019indifferenza\u201d. Ora \u00e8 il momento di dire basta ad un mondo dominato dalla dittatura del PIL, dai Mercati e dal profitto e di rinnovare l\u2019impegno per una globalizzazione della solidariet\u00e0!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Luca Salvi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pubblichiamo alcuni spunti tratti dal Movimento per la Descrescita Felice del Veneziano, molto attivo nel sostenere un&#8217;idea di futuro che porti in altre direzioni, rispetto alle attuali. Riteniamo che molti concetti espressi siano perfetatmente adattabili ad ognuno di noi e alla realt\u00e0 nella quale viviamo. E magari ci possono indirizzare nelle nostre scelte quotidiane. 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